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Velarium
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top
Il mwdamwdqvelarium (pl.: mwdgmwdwvelaria), detto anche mweamweqvelum, era una copertura mobile in mwegtessuto composta da più teli (o mwewveli) in mwfacanapacite-ref-1[1], utilizzata nei mwgqteatri e negli mwgganfiteatri romani per garantire agli spettatori un'adeguata protezione in caso di maltempo o nelle giornate di mwgwcanicolacite-ref-2[2].

Contents

Note

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Struttura

Come altri anfiteatri dell'epoca, anche il mwkaColosseo era provvisto di un suo mwkqvelarium. Il quarto e ultimo livello della sua facciata, soprastante i tre ordini di arcate, è costituito da una parete piena nella quale, insieme ad altri elementi architettonici, erano presenti 240 mwkgmensole sporgenti di pietra in corrispondenza delle quali, nella cornice terminale, si trovavano dei fori quadrangolari; al loro interno venivano inseriti dei pali che, appoggiandosi sulle mensole e sporgendo sopra l'edificio, costituivano i sostegni dell'immenso mwkwvelarium.

Dalla loro sommità partiva un complesso sistema di corde, lungo le quali venivano aperte e distese enormi ed ombreggianti "vele"cite-ref-3[3], una sorta di struttura sospesa sull'mwmqarena che consentiva la copertura della mwmgmwmwcavea e di parte dell'arena stessa. La struttura presentava un anello al centro che favoriva l'aerazione dell'anfiteatro; in aggiunta, per attenuare possibili odori sgradevoli, durante gli spettacoli venivano spansi tra il pubblico getti d'acqua odorosa ed essenze profumatecite-ref-4[4]cite-ref-5[5] (mwpasparsiones).

Tecnologia di sostegno e funzionamento

In molti, nel tempo, si sono cimentati nel proporre possibili ricostruzioni: mwtwGiuseppe Antonio Borgnis (1820), Stankoich Pietro (1822), Alvino Francesco (1833), Nibby A. (1838), Elvisio Tocco (1845), mwuaLuigi Canina (1848) che ipotizza vi fossero dei mwuqsaettoni di sostegno ai pali che scaricavano il carico sul soffitto del porticato, Carlo Lucangeli (1848), Renè Chambon, mwugAldo Neppi Modona (1961).

Secondo Enzo Manzione (1982), il peso della struttura, che altrimenti sarebbe precipitata verso l'internocite-ref-7[7], era controbilanciato ancorando altre funi su dei cippi di pietracite-ref-8[8], collocati a raggiera all'esterno della zona anulare pavimentata in mwxatravertino. Alcuni cippi sono ancora visibili sui lati nord ed estcite-ref-9[9], e il loro posizionamento equidistante fa presumere che in origine fossero in tutto ottantacite-ref-10[10]. Questa tesi è recentemente caduta dopo che lo scavo ha dimostrato che i cippi non avevano fondazioni.cite-ref-0-6-1[6]

Un'altra ipotesi, suffragata dall'immagine presente nel mwagsesterzio di mwawTito coniato in occasione dell'inaugurazione del Colosseocite-ref-11[11], vede la presenza di cinture di sostegno dei pali (cerchiatura laterale), che rendeva autoportante la struttura.cite-ref-0-6-2[6]cite-ref-12[12]

Il mweqvelarium a quel tempo era una magistrale opera di ingegneria. Il suo posizionamento, estremamente complicato, veniva svolto da marinai molto esperti, un distaccamento della mwegmwewClassis Misenensis, la mwfaflotta romana di stanza a mwfqcapo Miseno, che erano alloggiati nei mwfgmwfwcastra misenatium, accampamenti situati nei pressi del Colosseocite-ref-13[13].

Considerando le dimensioni di questa velatura, gli anelli per farla scorrere lungo i cavi, oltre alle cime con i relativi argani, si arriva a un peso totale che recenti calcoli stimano intorno alle 24 tonnellate, cioè 100 chili per palo, e che tutto venisse manovrato da 1000 marinai della flotta militare di Misenocite-ref-14[14].

Attestazioni

L'utilizzo del mwkgvelarium è ricordato da numerosi storici: Plinio, quando gli spettacoli si svolgevano ancora nel mwkwForo romano, ricorda la realizzazione di un enorme telo steso a copertura di tutta la piazza, «uno spettacolo più stupefacente dei mwlagiochi stessi»cite-ref-15[15].

mwmgSvetonio, nel suo mwmwVite dei Cesari, narra che «mwnaCaligola facesse ritirare il mwnqvelarium nelle ore più calde, ordinando che nessuno lasciasse l'anfiteatro»cite-ref-16[16].

Anche mwowLucrezio parla delle «corde tese sull'arena che, strappatesi, sbattevano fuori controllo tra i pali, rumoreggiando come il tuono»cite-ref-17[17].

Sia mwqqMarzialecite-ref-18[18] che mwrgProperziocite-ref-19[19] riferiscono del mwswvelarium dell'mwtaanfiteatro di Pompei, che è pure raffigurato nel famoso affresco che ritrae l'episodio tragico della mwtqzuffa fra Pompeiani e Nocerini.

L'uso del mwtwvelarium è riportato anche negli mwuaedicta munera, gli annunci che informavano sullo svolgimento degli spettacoli, come questo ritrovato nei pressi di mwuqPompei:

(latino)

«

Glad(iatorum) par(ia) XX A(uli) Suetti / [Par]tenionis [e]t Nigri liberti pugna(bunt) / Puteol(is) XVI XV XIV XIII Kal(endas) Ap(riles) venatio et / athletae [vela] erunt

»

(italiano)

«Venti coppie di gladiatori di Aulo Svettio,

liberti

di [Par]tenione e Nigro combatteranno a

Puteoli

il XVI, XV, XIV e XIII giorno dalle calende di aprile. Ci saranno

venationes

, atleti e

velarium


(CIL IV, 9970)

Note

cite-note-11. mwwqmwwgmwwwRassegna storica comuni, su mwxabooks.google.it.
cite-note-22. Cassio Dione, XLIII, 24, 2.
cite-note-33. Plinio racconta, nel suo mwywNaturalis Historia, che il tessuto velico impiegato inizialmente fu in seguito sostituito da uno più leggero in lino, in mwzamwzqPaolucci,mwzg p. 114.
cite-note-44. Lucrezio, mw0gDe rerum natura, II, 415.
cite-note-55. mw1gmw1wMeijer,mw2a p. 93.
cite-note-0-66. mw4aEugenio D'Anna, Pier Gabriele Molari, mw4qmw4gIl velarium del Colosseo: una nuova interpretazione, su mw4wamsacta.unibo.it, 7 gennaio 2020. mw5aURL consultato il 4 aprile 2025.
cite-note-77. mw6amw6qEnzo Manzione - IL COLOSSEO (AMPHITHEATRUM FLAVIUM) - Roma 1982.
cite-note-88. mw7qmw7gPaolucci,mw7w p. 114.
cite-note-99. mw8wmw9aMeijer,mw9q p. 92.
cite-note-1010. mw-q(mw-gmw-wENmw-a) mw-qmw-gmw-wThe Colosseum, su mwaqapenelope.uchicago.edu. mwaqeURL consultato il 31-8-2011.
cite-note-1111. mwaqumwaqymwaqcsestertius of Roman emperor Titus, su mwaqgcoinworld.com. mwaqkURL consultato il 6 aprile 2025.
cite-note-1212. mwaq0mwaq4Graefe Rainer, Vela Erunt: Die Zeltdaecher der Roemischen Theater, Philipp von Zaben, Mainz 1979 pag.101.
cite-note-1313. mwarimwarmCILmwarq mwaruVI, 29844,5.
cite-note-1414. mwarkmwaroAlberto Angela, mwarsmwarwUna giornata nell'antica Roma. Vita quotidiana, segreti e curiosità, Rai-Eri-Mondadori, 2007.
cite-note-1515. Plinio, mwasaNaturalis Historia, XIX, 6, 23.
cite-note-1616. Svetonio, Vite dei Cesari, XXVI, 5.
cite-note-1717. Lucrezio, mwascDe Rerum Natura, VI, 110.
cite-note-1818. mwassLiber de spectaculis, XXI, 6.
cite-note-1919. Elegie, IV, 1, 15.

Bibliografia

Fonti primarie

• mwatcLucrezio, mwatgmwatkDe rerum natura
• mwatsMarziale, mwatwLiber de spectaculis
• mwauiProperzio, mwaumElegie

Fonti secondarie

• mwaug(DE) Rainer Graefe, Vela erunt: Die Zeltdächer der römischen Theater und ähnlicher Anlagen, Mainz, Zabern, 1979, ISBN 3-8053-0361-0.
• citerefcidmeijerFik Meijer, Un giorno al Colosseo (il mondo dei gladiatori), Bari-Roma, Laterza, 2006, ISBN 88-420-8158-2.
• citerefcidpaoFabrizio Paolucci, Gladiatori - I dannati dello spettacolo, Roma, Giunti, 2006, ISBN 88-09-04039-2.

Voci correlate